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inseguo sempre ciò che mi fa male

non mi basta mai cercare la salvezza nel verbo

credo nel mostro della mia anima e nella sua Follia

uso aprire le porte della mente appena la notte danza sul mio volto

per dare le nere dolcezze dei segreti all’aria che respiri

sperando di poterti divenire droga

sperando di infettarti il sonno coi baci di una Luna

in cui ho seppellito tutto il mio amore

in me ogni peccato è una divisa

in mezzo ai diavoli di un’esistenza aperta al gioco

io sono il disordine della regola

l’ossessione

il delirio

io la semplicità di un uomo che affronta coi suoi poteri la Morte

apri la finestra sul tuo essere prima che l’alba ci sfiori

dammi la mano così che possa entrarti nei sensi

fammi prigioniero della tua mente togliendomi col rossetto la parola

uccidimi col sogno dell’estasi

all’infinito

inietta in me il dolore del tuo piacere

così che io possa ai Dei dell’immortalità

offrirlo

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Miù Jacqueline

poesia selezionata per “armonie straniere”

un gioco di maschere la nostra esistenza

Joc Cu Masti ( Giochi Con Maschere ) 

***

cuvintele s-au inecat in cerneala
ma dor cumplit plaminii fierbinti de gindire
ramin ascuns de umbra ca un vagabond
platit cu pietre de soarta la coltul vietii noastre
de ce ma pierd in putinul zilnic
de ce ma intreb numele tau o sa-mi placa
zidit de un poem astept sa petrec cu un drac
timpul asta imbolnavit de un rau fara cura
si mi-e gura amara de sarutul noptii
poate placerea m-a frecat de pat ca sa-mi las inima
dar eram gol doar pe jumatate
tu erai in alta odaie
peretii murdari de transpiratie miroseau vise
luminile avevau becuri sparte
cuvintele se despart de foaie
albastrul tocului ramine fara piele
doar mina cu febra ca un joc
scrie in continuare
ceata din inima noastra

°°°°°°°°

le parole sono annegate nei fiumi d’inchiostro

i polmoni bruciano scottati dal troppo pensare

nascosto dall’ombra

come un vagabondo pagato con le pietre dal destino

ti aspetto

per non perdermi nel piccolo quotidiano di malessere

mi chiedo se il tuo vero nome potrà piacermi

mentre cemento il poema al demone della mente

l’amaro di un bacio della notte mi ubriaca

forse il piacere m’ha schiavizzato al letto

per strapparmi dal cuore un amplesso

sai

il tempo ha un male senza cura

e tu sei nell’altra stanza della vita

 che aspetti

le pareti sudano gli odori dei sogni

luci cieche parlano agli spettri dell’amore

sono le parole cadono sul foglio senza farsi male

solo la mano continua febbriciante un gioco diabolico

le dita leggere compongono l’inedito

dalla nebbia fitta

 del nostro

 cuore.

SOTTO LA MASCHERA

 

 

 

il mio nudo è un bosco di erezioni sentimentali

una fiamma consumata da un vento fisico e che i ‘inarca contro le pareti della mia mente

le parole sono legate in grossi gomitoli di caos

fili impercettibili di ossessioni strozzano la fede

perché io non prego più chimera nella notte delle notti

sebbene il fremito di piacere ne componga l’essenza

questo assenzio di poema rende colpevole l’isteria diurna

in cui il vivere è supplizio

in cui il sognare è detenzione

noi siamo la maschera che indossiamo in ogni momento

il mio nudo è un vortice di cieli senza nuvole

vorrei poter dare al pulviscolo l’eternità

perché lui

respiro dopo respiro

ti tocca il cuore

eccomi scivolare d’inchiostro ad una terra malata di silenzi

mille passi passano sopra questa ombra

solo il tuo universo spietato ignora la sua poesia

in un tempo che sarà

troverò tra la confusione di cose nelle stanze del capo

il nome con cui dovrò chiamarti nel piacere

e dirò a me stesso il male di un fuoco alimentato col sangue

lo stesso oggi

veleno di fiamme nell’oltre del tuo sguardo

 

 

tra noi l’acidità dell’aria è una foschia

i corvi ubriachi di tenebra restano gli unici fratelli di speranze

ed il male della notte scivola in aritmie d’ombra

dove giocare noi vivi

con i morti

tra noi le Gorgoni della mente stremano il respiro

agonizzando in figure leggere di chimere messaline

il peccato sfonda il timpano all’utopia del senso

lasciando entrare da porte secondarie legioni di piacere

tra noi

muse si scandalizzano del nostro nudo inconscio

feroci nel criticarci il mordere di labbra avvelenate nel sogno

mentre bocche cucite coi silenzi vincono battaglie

nel peccato di un rito fecondo e segreto

tra noi ospiti solo le Moire

le maledizioni quotidiane agli incroci di strade cieche

l’incisione di un cuore aperto sulle nuvole

mentre lo ubriacano memorie unte d’inchiostri…

tra noi l’oscenità di un prego legato alla carne

sigillato in una stanza consacrata ai riti notturni del vento

alle morbide sentenze dei sensi estasiati

creduti dai folli un eccesso

un orlo sul precipizio invitante

dell’assoluto

 

 

Se chiudi la palpebra

  soffochi il blu

   schiacciando l’occhio che guarda nell’Amore.

In silenzio aspetterò

un altro tuo respiro,

                  per fondermi al riflesso del cielo,

schivando i colpi del tuo folto ciglio

che

 spreme con la delicata  iride

                    

l’azzurro.

 

se dovessi accendermi

potrei brillarti in versi

liquido e blu

in rima con la stella che prodiga nei tuoi occhi

l’assoluto

(Jacqueline Miù)

( io J.M. nell’eterno bozzolo di Poesia)

chiudendo gli occhi respiro l’ormone di carta

vinco l’asuefazione al calco di maschere

imperituro il recitare prende dal corpo la vena

regni ghiacciati sull’occhio diventano le meraviglie per incatenare

anime randagie

come tutti i vagabondi amo l’ombra

vibro di piacere appena il mio male diventa

l’amico

il compagno di viaggio

come tutti i poeti maledetti canto il fantasma che ho in testa

e dal formicolio di parole sul foglio compongo trame d’amore pe una musa

una chimera

una maestra

m’è vietato peccare nel peccato

allora prendo la parte peggiore di quest’ esistenza

plasmo la nuova vela

sussultano sul Stinge orde animate

siamo sulla stessa barca di amante Follia

tutti noi

ubriachi di quell’immenso che da dentro ci rode

col suo artiglio

la carne

finché trovi nella parole fine

 la pace

e

 la pace ti scoppia in testa con un mostro

il sogno che ti trascini coi pensieri da una vita